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Web & UX
Anatomia di una landing page che converte
Laurențiu Bogdan #landing-page#cro#ux#copywriting
Cos’è una buona landing page?
Una buona landing page non è una pagina bella. È una pagina che porta il visitatore alla decisione con la minima friction possibile. Punto.
Una struttura che funziona nel 90% dei casi
- Hero — promessa chiara (cosa, per chi, con quale risultato) + CTA.
- Trust bar — logo clienti / brand partner / numeri concreti.
- Problema & costo — articola il dolore, non solo la soluzione.
- Soluzione — modulo per modulo, con benefici (non feature).
- Social proof — testimonial con nome reale, foto, risultati quantificati.
- Come funziona — 3-5 passi semplici.
- FAQ — rispondi alle obiezioni reali (non quelle comode).
- CTA finale — ripeti l’offerta, semplifica la decisione.
Friction point classici
- form con troppi campi (regola: chiedi solo ciò che usi);
- CTA vaghi (“Invia”, “Submit”) — usa verbi specifici (“Prenota demo”, “Richiedi preventivo”);
- prezzi nascosti o “contattaci per il prezzo” su prodotti commodity;
- assenza di numero di telefono o di un’opzione alternativa di contatto;
- esperienza mobile trattata come “ripensamento”.
A/B testing: cosa testare prima
Ordine di priorità, per impatto:
- L’offerta — promessa principale, struttura prezzo, garanzia.
- L’headline — formulazione, lunghezza, beneficio evidenziato.
- Il CTA — testo, colore, posizione.
- Il form — campi, layout, tipo di input.
- Social proof — tipologia, posizione, presentazione.
Non testare micro-copy o micro-design finché non hai validato i punti sopra. È perdita di tempo.
Conclusione
Una landing che converte all’8-12% non è magica. È il risultato di 6-12 mesi di iterazione disciplinata su ipotesi documentate.
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